Quando nel febbraio 2001 nasce l’agenzia di stampa Redattore Sociale, Be Open non esisteva ancora. Ma già lavoravano al progetto della Comunità di Capodarco alcune persone che poi l’avrebbero creata. Il giornalismo sociale, il racconto delle storie per ‘dare voce a chi non ha voce’, l’approfondimento di temi delicati e allora spesso trascurati dai media mainstream come l’immigrazione, la psichiatria, la vita in carcere, le povertà, la disabilità, il volontariato, sono sempre stati per noi, oggi per Be Open, una competenza specifica del nostro lavoro giornalistico.

Così, sin dal 2001, siamo corrispondenti dall’Emilia-Romagna per questa unica agenzia giornalistica.
In quasi 18 anni abbiamo scritto migliaia di pezzi, prima in formato solo testo, ora sempre più in forma multimediale, che rispondevano tutti sostanzialmente alla stessa domanda: cosa può fare il giornalismo, e dunque cosa possono fare i giornalisti, per migliorare le condizioni di vita delle persone ed estendere i diritti di cittadinanza e di partecipazione attiva?

Con Redattore Sociale, prima per molti anni sotto la direzione di Stefano Trasatti, tra i fondatori con don Vinicio Albanesi, poi di Carla Chiaramoni e oggi di Stefano Caredda, abbiamo raccontato il sociale con parole nuove. Domande e risposte che difficilmente, prima, trovavano spazio sui più tradizionali organi d’informazione.

 

Sono state tante, in questi anni, le difficoltà che abbiamo superato per cercare di fare convivere i tempi giornalistici, e dunque la velocità e la pressione dell’attualità, con l’accuratezza nel trattare temi così delicati e difficili. Ma ci sentiamo di dire che è una sfida che abbiamo vinto.

Non da soli: la collaborazione con l’agenzia di stampa DIRE, e in particolare con la redazione Emilia-Romagna e del suo caporedattore Mattia Cecchini, ci ha permesso di allargare il nostro raggio di azione mentre, è storia più recente, il lavoro comune con la redazione di Radio Città del Capo (oggi edita da Netlit in partnership con Open Group) rende oggi ancora più multimediale il nostro lavoro, e ci permette di fare un notiziario più ricco e particolarmente attento anche alla versione audio delle nostre storie. Oltre a mettere a disposizione i podcast per gli ascoltatori più appassionati. La trasmissione radiofonica ‘Italia/Italie, da vicino nessuno è straniero’ è solo un esempio di questa proficua collaborazione.

Oggi produciamo mediamente due lanci di agenzia al giorno, oltre agli approfondimenti per il portale Superabile.it e per il mensile Superabile Magazine che tratta, con grandi foto e testi originali, i temi più importanti e ospita tante storie raccolte dal vivo.

 

 

Promosso dal Comune di Bologna, il progetto “Abitare/Collaborare” ha l'obiettivo di diffondere i contenuti dell’accordo sottoscritto dai sindaci di Bologna e Barcellona sulla questione abitativa, analizzando in particolare il modello emergente di abitare solidale e collaborativo introdotto in entrambe le città.

Per conto del Comune di Bologna, Be Open ha sviluppato un piano di comunicazione che ha previsto la realizzazione di un nuovo logo con visual dedicato, di alcuni materiali promozionali, del supporto organizzativo di un convegno, di una campagna social e di un volume bilingue.

Abbiamo ideato il visual del progetto ispirandoci al Bauhaus, di cui nel 2019 ricorreva il centenario. Nel logo, forme geometriche triangolari (che richiamano un tetto, una casa) si contaminano, trasmettendo accoglienza, solidarietà, apertura e condivisione. Sono anche frecce ideali che puntano verso l’alto (crescita). Nella scelta dei colori, ci sono il “Rosso Bologna”, il rosso-blu del Bologna Football Club e il giallo-blu del Futbol Club Barcelona. Anche il font del logo – All Round Gothic – richiama lo stile del Bauhaus, mentre per il testo si è scelto il Museo Sans, un bastoni pulito, leggibile e moderno.

Per il progetto “Abitare/Collaborare” abbiamo realizzato diversi materiali promozionali (manifesto, banner espositivi e cartoline) e curato la comunicazione sui social media, raccontando le migliori esperienze a Bologna e Barcellona di abitare solidale e collaborativo.

L’8 novembre 2019 è stato organizzato a Bologna il dibattito pubblico “Abitare_Collaborare // Bologna_Barcellona”, che ha messo a confronto diretto le esperienze di abitare solidale con ospiti rappresentativi del contesto bolognese e di quello di Barcellona.

Il seminario, oltre a dare conto della prima definizione organica del modello culturale di abitare collaborativo, ha permesso di illustrare anche al mondo imprenditoriale, cooperativo e ai soggetti direttamente interessati, le opportunità concrete e le ricadute positive di questa modalità abitativa sia come strumento di innovazione amministrativa per le politiche dell'housing sociale sia come nuova risposta ai bisogni abitativi sempre più differenziati rispetto al passato da parte di una utenza caratterizzata da nuovi paradigmi familiari, lavorativi e geografici.

A seguito del convegno e del lavoro di confronto è stato realizzato un volume bilingue (italiano/inglese) che raccoglie l’esito di questa esperienza, per contribuire a sviluppare idee e progetti che affrontino in modo sempre più adeguato il problema della casa nel bacino del Mediterraneo.

Bilancio sociale

“Pensiamo a una pubblicazione che rispecchi il nostro agire da impresa responsabile, attenta a produrre non solo risultati economici ma anche benefici e miglioramenti in ambito sociale, territoriale e ambientale”.

 

Queste, le parole di CAMST che ci ha affidato la realizzazione del proprio Bilancio di Sostenibilità 2019.
E noi abbiamo raccolto la sfida. In copertina, i due punti del nuovo logo di Camst Group, diventano l’elemento grafico dominante, nonché il contenitore di immagini evocative dei due grandi temi cari al committente: la solidarietà e la sostenibilità. Un impaginato, chiaro, pulito e moderno, di facile lettura con un’alternanza importante di infografiche e immagini, a rendere più agile la lettura dei contenuti. La scelta delle foto è ricaduta su immagini evocative dei valori alla base dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il documento che determina i 17 obiettivi da realizzare per affrontare le grandi sfide del pianeta.

Copertina
Bilancio 01
Bilancio 02
Bilancio 03

Due punti: più di uno sguardo

I due punti sono il segno distintivo del nuovo logo, sono un’apertura sul mondo, uno sguardo sulle cose, sono il racconto di tutte le prospettive, le idee, gli sviluppi che riguardano il mondo Camst; sono una finestra sul lavoro quotidiano, sui progetti, gli incontri, le persone, le voci. Questa proposta parte dalla nuova immagine Camst e la sviluppa verso la comunicazione interna, ne rafforza il senso, integra in un progetto editoriale gli aspetti di innovazione, immediatezza e contemporaneità presenti nel logo. I due punti saranno una cifra importante anche del segno grafico della rivista, a partire dalla copertina, presentando subito un’identità chiara e riconoscibile. Un nome semplice, elegante, capace di raccontare e contenere la complessità di proposte del mondo Camst.

Logo
CAMST - rivista 02
CAMST - rivista 03

A pranzo con Marinella - video

Camst è una delle maggiori imprese italiane attive nella ristorazione, da oltre 70 anni si prende cura delle persone a partire dalla tavola, lavorando per garantire un’alimentazione sana. Un gruppo in crescita che investe in nuovi servizi per le imprese, continuando a coniugare tradizione e innovazione con i valori di una lunga storia cooperativa. Proprio sul racconto dei valori, di una innovazione mai fine a se stessa, della capacità di mettere sempre al centro le persone, si è stretto il sodalizio tra Camst e l’agenzia di comunicazione Be Open.

Molti sono stati i progetti di video storytelling prodotti negli anni, il più recente è la webserie in cinque episodi A pranzo con Marinella, realizzata in occasione dell’8 marzo, per parlare di possibilità, di prospettive, di lavoro, di opportunità, di diritti e di crescita attraverso lo sguardo di cinque lavoratrici Camst. Ad accompagnarle in questo viaggio ci sono l’intuito e la curiosità di Marinella Manicardi, attrice e autrice che ha sempre avuto grande attenzione ai temi del lavoro.

Nella webserie cinque professioniste si siedono a tavola con Marinella Manicardi per raccontarsi.
Ogni episodio è un percorso, un’occasione di incontro, un’esperienza che si costruisce con la semplicità di un dialogo tra amiche, attorno al piacere di un buon piatto.

Come location principale delle riprese è stato scelto proprio uno spazio di ristorazione Camst. Nel montaggio i volti delle protagoniste si alternano inoltre a immagini di lavoro, ci portano nel quotidiano delle grandi cucine, degli uffici, della logistica, dei luoghi di produzione, raccontandoci la complessità di scelte e passaggi che ci sono dietro a ogni singolo piatto.

Oltre ai cinque episodi, pensati per la comunicazione social, Be Open ha realizzato un video corale, che mette assieme i racconti delle cinque protagoniste. Il video, di durata maggiore, è stato apprezzato in numerosi eventi dal vivo, tra cui anche la proiezione in Piazza Maggiore a Bologna all’interno della rassegna Sotto le stelle del cinema.

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